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Privacy e Dati Sanitari

Privacy e Dati Sanitari

L’impatto privacy, nella specifica materia del trattamento dei dati di tipo sanitario, è di notevole importanza in virtù del fatto che si entra in contatto non solo con dati personali ma bensì anche con dati definiti come sensibili.

Per questi ultimi, la tutela della riservatezza, di impatto sulla dignità e libertà dell’individuo, è ampliata e qualificata non solamente dal Codice Privacy, quale normativa fondamentale, ma altresì da Linee Guida del garante e da fonti Regolamentari dell’Autorità di Governo.

Oggi la Pubblica Amministrazione e le strutture di cura private sono inevitabilmente dirette verso l’informatizzazione dei loro servizi: dall’introduzione del fascicolo e del dossier sanitario elettronico del cittadino, alla certificazione on-line di malattia e alla ricetta elettronica.

Gli obblighi in materia di trattamento dei dati sanitari sono stati disciplinati, dopo un iniziale vuoto normativo, dalle Linee guida in tema di Fascicolo Sanitario Elettronico del 16 luglio 2009, dalle Linee Guida in tema di referti on-line del 19 novembre 2009, Legge n. 221/2012  – la quale disciplina la sanità digitale – e dal  DPCM n. 179 del 29 settembre 2015, vale a dire il Regolamento in materia di Fascicolo Sanitario Elettronico.

Nello specifico, la dematerializzazione della documentazione ha avuto inizio con la refertazione digitale on-line e sta ultimandosi con l’introduzione del Fascicolo e del Dossier Sanitario Elettronico. Si intende per Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) la raccolta on line di dati e informazioni sanitarie che costituiscono la storia clinica e di salute di una persona, originati dai vari attori del Sistema Sanitario. Il Dossier Sanitario Elettronico (DSE) si differenzia da quest’ultimo in quanto riguarda la “storia clinica” del paziente nella singola struttura di cura.

L’introduzione di questi strumenti digitali rappresenta un fondamentale passo avanti non solo ai fini di cura e diagnosi ma anche ai fini della razionalizzazione della spesa sanitaria pubblica e di programmazione sanitaria.  Il FSE può essere alimentato unicamente sulla base del consenso libero e informato da parte dell’assistito, il quale può decidere se e quali dati relativi alla propria salute non devono essere inseriti nel fascicolo medesimo: deve essere sempre garantito all’assistito il diritto all’oscuramento, ovvero la possibilità di scegliere di non far confluire nel FSE informazioni relative a singoli eventi clinici.

Il trattamento dei dati del paziente deve essere effettuato, esclusivamente, da parte di titolari del trattamento – i quali devono necessariamente essere soggetti operanti nell’ambito sanitario – l’informativa dovrà indicare, in modo esplicito, le categorie di soggetti diversi dal titolare che nel prendersi cura dell’interessato possono accedere alla sua documentazione, nonché la connessa possibilità di manifestare il consenso a che solo alcuni di questi soggetti possano consultarlo. Unica eccezione a tali stringenti previsioni, è il caso in cui la consultazione del FSE risulti indispensabile per la salvaguardia della salute di un terzo o della collettività, Autorizzazione Generale del Garante n.2/2014.

E’ indubbio che informatizzare tali dati comporta il loro trattamento -ovvero la registrazione, la comunicazione e ed il trasferimento-  sollevando così numerosi problemi dal punto di vista  Privacy i quali investono la raccolta del dato, la sicurezza delle reti informatiche su cui questi dati viaggiano, i ruoli ed le responsabilità dei soggetti che trattano gli stessi dati.

In conclusione, in questo più che negli altri settori,  in virtù della peculiarità dei dati trattati nello specifico e dei riflessi che questi anno sulla vita quotidiana del singolo cittadino, è di fondamentale importanza riuscire a trovare il giusto punto di equilibrio fra la tutela dei diritti degli interessati e le finalità di efficienza del servizio sanitario e di semplificazione dell’esercizio del diritto alla salute da parte del cittadino in ogni momento del percorso sanitario.